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Barche a Nervi |
Nei paesaggi di Wilma sono ricorrenti le immagini di luoghi legati a ricordi della sua vita: le barche a Nervi, i rossi tetti di Noli, il borgo antico di Cogoleto, sono immagini di serena compostezza in cui l'ambiente rievoca realtà dipinte a metà fra piccolo spazio urbano e luogo della memoria, conchiuso e raccolto in vicoli stretti e circoscritti in cui sembra che i percorsi della mente seguano un loro itinerario di domestica e sospesa confidenza, quasi un tuffo nel passato, un ritorno su passi dimenticati che sembravano perduti per sempre. La pittrice segue questo itinerario attenta ai particolari, ai giochi di luce e di ombre che si proiettano sui muri screziati, le persiane di un vecchio paese di pescatori, i colori accesi dal sole che caratterizzano i borghi e le case. Le luci e i colori di un vecchio vicolo, dal titolo di un quadro del 1964, brillano di tinte pastello, colori rosati e ocra che si dissolvono in terre d'ombra e nell'enigmatica oscurità di un androne. I riflessi azzurro-turchesi della scogliera ligure tornano nei dipinti di Wilma come un leit-motiv necessario a certi ritmi del cuore che l'arte amplifica e ripropone incessantemente. Certe rifrazioni, raggi di colore caldo e avvolgente, si riflettono nei paesaggi marini come arabeschi tracciati dalla luce in cui il luogo assurge ad elemento di confine fra fantasia e realtà, fra illusione e disinganno, allude alla grandiosità dell'infinito, a realtà, apparentemente immutabili, e alle mille sfaccettature che la pittura, invece, sa ritrovare ogni volta. Nella mente di Wilma sono rimaste, indelebili, soprattutto le immagini di un mondo di cui la pittrice avvertiva l'imminente scomparsa o, comunque, la progressiva e incolmabile distanza dai luoghi della quotidianità, dalle grandi città, dai quartieri dell'industrializzazione e degli affari che un sistema perverso ha voluto trasformare, negli ultimi decenni, nei centri d'interesse della vita e del lavoro di ognuno; i dipinti di Wilma invertono questa teoria, riscattano altri luoghi, più vicini alle nostre radici, alla nostra sensibilità mediterranea e alla nostra storia: nei lenzuoli alle finestre stesi ad asciugare, nelle barche riverse sulla spiaggia in attesa di conquistare nuovamente il mare, c'è il racconto di altre fatiche quotidiane, di altri lavori, di mete forse più semplici ma anche più umane, di un contatto con la natura da cui le ultime generazioni si sono troppo allontanate. L'intimo raccoglimento che la pittrice sembra provare davanti alla visione di una scogliera in lontananza o di un piccolo lembo di paese arroccato su di una collina, è in realtà un invito a riscoprire noi stessi attraverso quei luoghi, a tornare sulle tracce di ciò che eravamo, a ritrovare l'essenzialità della nostra storia e della nostra memoria.
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