Omaggio a Wilma Liana Alonge
Il nostro incontro di oggi può essere definito come un omaggio a Wilma Liana Alonge, delicata pittrice di Genova, che continua a vivere nella sua arte, continua a dialogare con noi attraverso le sue opere che riescono a trasmettere sensazioni e pulsioni direttamente alla nostra sfera intima. La pittura è un’arte che per essere completa deve parlare agli occhi ed al cuore, altrimenti scade nella semplice rappresentazione di soggetti. L’autore che ha una completa padronanza della tecnica della sua arte non si trasformerà mai in artista se non riuscirà a muovere il mondo dei sentimenti, se non sarà capace di inviare un messaggio al nostro interno mondo, costituito di nozioni e presagi, di sentimenti e contraddizioni, di realtà e di speranze, di conosciuto e di ignoto. Al contrario una tecnica non perfetta passerà inosservata se l’opera riesce a trasmettere un messaggio, se riesce a svelarci la personalità dell’artista, se riesce a mettere in contatto il suo mondo con il nostro. Addirittura noi potremmo ignorare tutto dell’artista ed intuire ugualmente la sua personalità, le sue certezze e le sue paure, attraverso le sue opere.
La pittura di Alonge va in questa direzione e ci coinvolge in una dimensione onirica a volte perfino inquietante, perché ci sembra soffusa di sentimenti delicati e di presagi sofferti. Il tratto è deciso ed il cromatismo stemperato, privo di sbalzi violenti ma teso a creare un alone di magicità.
E’ questa l’incertezza sofferta che si tramuta in apprensione e perciò ci rende consapevoli della grandezza della pittrice.
Emilio Bianchi
1997